

Vite spericolate
«Quando un’organizzazione criminale procura
un danno ambientale, si parla di ecomafia.
Voi giornalisti l’avete usato spesso.
Ma quando l’organizzazione non è criminale?
Anzi, quando non dovrebbe esserlo?
E quando l’ambiente non è solo inteso
come la natura, ma comprende l’uomo,
che cos’è? Un genocidio?
Una strage? Che cos’è?».
Caterina vorrebbe vivere la sua vita
in solitudine, isolata. È una scelta lontana
nel tempo, ormai radicata, al Paese
non ci vuole più tornare. Non si vuole
più occupare d’inchieste, di affari sporchi
e di verità. Purtroppo però a volte la vita
non lascia scelta. Laura, sua madre,
si ammala di mesotelioma e muore.
Al Paese c’era una fabbrica d’amianto
che ha ucciso tremila persone. L’amianto
è un killer formidabile, ne basta una sola
fibra per corrompere il corpo, basta
respirarne una per essere condannati.
Respirare nel posto sbagliato, al momento
sbagliato. E arriva la malattia, lentissima
ma inesorabile, tremenda.
Caterina allora ricomincia a combattere,
indaga, cerca la verità, scopre le menzogne,
le smaschera.